Negli ultimi anni, il mondo delle Farmacie Territoriali italiane vive più che mai un momento di riassestamento strutturale, in cui la QUANTITA’ – quindi volumi e ingressi – lascia (o dovrebbe lasciare) progressivamente spazio alla QUALITA’ della gestione.
I fatti
- In Italia, le Farmacie sono circa 20.000 e ogni giorno accolgono circa 4 milioni di ingressi – di questi, circa 800.000 sono dedicati a CONSULENZE sanitarie.
- Su tutto il territorio nazionale è sempre più frequente riscontrare situazioni in cui, perfino a fronte di un aumento “a valori” del fatturato, il valore A VOLUMI nello stesso anno sia in forte calo.
- Le Farmacie RURALI sono oltre 7.000 in Italia, servendo 10 milioni di abitanti: quindi il 36% della rete – per lo più Farmacie Indipendenti – attinge ad appena il 17% della popolazione italiana, servendo quindi aree con bacini d’utenza ridotti di circa la metà rispetto alla media nazionale.
Le implicazioni per il Titolare di Farmacia Indipendente
- Margini al centro: se i volumi stagnano, la differenza la farà la MARGINALITA’ – bisogna individuare il giusto prodotto per i pazienti giusti, nel momento e sul canale che preferiscono.
- Efficienza operativa: nei piccoli comuni la pressione sulla marginalità è più forte – conoscere e ottimizzare i COSTI (personale, logistica, marketing) diventa fondamentale.
- Diversificazione dei servizi: la Farmacia non può più contare solo sulla vendita del farmaco (inesorabilmente in calo), ma deve ampliare l’offerta per generare traffico QUALIFICATO – in quest’ottica, anche il modello Farmacia dei Servizi diventa uno strumento vincente, se usato in modo razionale.
Il messaggio chiave
I tempi d’oro della Farmacia italiana sono alle spalle. Ora la vera partita è giocata sulla governance della Farmacia, intesa come AZIENDA: chi saprà gestire con metodo, guidare con visione e comunicare con efficacia, potrà trasformare la “nuova normalità” in vantaggio strategico.
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